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Savasana: perché la posizione più facile è la più saltata

· Sereno

Savasana è la posizione sdraiata sulla schiena con cui si chiude ogni lezione di yoga: gambe leggermente aperte, braccia lontane dai fianchi, palmi verso l'alto, occhi chiusi, corpo completamente fermo. Dura da tre a dieci minuti e non prevede niente da fare, il che la rende la posizione più difficile della lezione per quasi tutti.

Il nome in sanscrito significa posizione del cadavere, e l'immagine è voluta: l'idea è lasciare andare il controllo del corpo del tutto, senza aggiustare, senza grattarsi, senza controllare l'ora. È il momento in cui quello che hai appena fatto si deposita.

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Come si fa, nel dettaglio che conta

  1. Sdraiati sulla schiena e lascia che i piedi cadano verso l'esterno. Se la zona lombare non appoggia bene, metti un cuscino sotto le ginocchia: cambia tutto.
  2. Allontana le braccia dai fianchi di una ventina di centimetri, palmi in su. Le spalle scendono da sole.
  3. Copriti. La temperatura del corpo cala appena smetti di muoverti, e il freddo ti riporta fuori.
  4. Chiudi gli occhi e lascia il respiro com'è. Qui non c'è nessuna tecnica di respiro da applicare.
  5. Resta ferma. Il primo impulso ad aggiustare qualcosa arriva dopo circa un minuto: lascialo passare.
  6. Esci piano. Muovi prima le dita, poi gira su un fianco, poi siediti. Alzarsi di scatto annulla gli ultimi minuti.

Quanto deve durare

Da tre a dieci minuti. Una regola pratica diffusa nelle scuole è un minuto di savasana ogni dieci di pratica, quindi cinque minuti dopo una lezione di cinquanta.

Sotto i tre minuti il corpo non ha ancora smesso di essere in attività, e la posizione diventa una pausa prima di rivestirsi. Sopra i quindici si entra in un altro territorio, che ha un suo nome: lo Yoga Nidra, dove una voce guida tutto il tempo.

Perché viene saltata

Perché non somiglia a niente di utile. È la fine della lezione, la fretta è già arrivata, e tre minuti sdraiati sembrano la parte sacrificabile.

Vale la pena sapere cosa si salta. La parte attiva della pratica agita: il respiro accelera, i muscoli lavorano, l'attenzione resta alta. Savasana è il punto in cui tutto questo si abbassa, in modo graduale e volontario, e saltarlo significa uscire dalla lezione nello stato in cui ci sei entrata.

Quando non riesci a stare ferma

È la norma, non l'eccezione, e ci sono tre rimedi concreti.

Il primo è il supporto: un cuscino sotto le ginocchia e una coperta addosso tolgono metà dei motivi per muoversi. Il secondo è il tempo: comincia da due minuti e allunga di mezzo minuto a settimana, invece di tentare dieci minuti e fallire. Il terzo è una voce: una guida che parla ogni tanto dà alla testa qualcosa a cui tornare, invece di lasciarla sola con la lista delle cose da fare.

Se la mente continua a correre anche così, la pratica più adatta non è un savasana più lungo: è una pratica costruita apposta per quello, come il Restorative.

Le varianti che risolvono un problema

  • Con le ginocchia piegate e i piedi a terra, quando la schiena appoggia male.
  • Con le gambe su una sedia, polpacci appoggiati, che è la versione più comoda in assoluto.
  • Su un fianco, con un cuscino fra le ginocchia, in gravidanza o quando stare supini non è comodo.
  • Con un peso leggero sulla pancia, un libro o una coperta piegata, che aiuta chi non riesce a sentire il respiro.

Nessuna di queste è una versione ridotta: sono la stessa posizione fatta in modo che funzioni per il corpo che hai oggi.

Da dove viene l'idea di chiudere sdraiati

Savasana compare nei testi classici fra le posizioni di riposo, e la sua funzione è sempre stata la stessa: chiudere, non premiare. Non è il momento di rilassamento che segue il lavoro, è la parte della pratica in cui il lavoro viene assorbito.

Nelle lezioni di oggi è anche l'unico momento in cui nessuno ti chiede niente, e questo spiega perché tante persone dicono che è la parte che gli manca quando praticano da sole in fretta. Non è pigrizia: è la sola cosa della giornata che non ha un compito dentro.

Domande frequenti

Si può addormentarsi in savasana?

Succede spesso, soprattutto la sera, e non è un fallimento: vuol dire che la pratica ha abbassato l'attivazione, che era il punto. Se ti addormenti ogni volta e preferiresti restare sveglia, pratica a occhi chiusi ma con una luce bassa accesa e tieni la stanza meno calda.

Quanto dura savasana a fine lezione?

Da tre a dieci minuti, in proporzione alla lezione: circa un minuto ogni dieci di pratica. Dopo una lezione intensa vale la pena stare verso il limite alto, perché c'è di più da lasciare andare.

Perché si chiama posizione del cadavere?

Perché la traduzione letterale dal sanscrito è quella, e descrive l'immobilità completa che la posizione chiede. Il nome suona duro in italiano e molte lezioni lo evitano, ma è il termine tradizionale e non ha nessun significato cupo.

Savasana è meditazione?

No. Nella meditazione guidata c'è un oggetto di attenzione e un lavoro da fare; in savasana non c'è nessun compito, nemmeno quello di stare attenti. La somiglianza è solo nella posizione del corpo.

Savasana in Sereno

Ogni lezione di Sereno finisce con i suoi minuti di chiusura, perché le lezioni sono filmate per intero, dall'inizio alla fine: la voce di Giulia accompagna anche la parte sdraiata, invece di salutarti quando finisce il movimento. Per chi vuole solo quella parte, la libreria ha le pratiche da sdraiati guidate dall'inizio alla fine.

La libreria delle lezioni è qui: Sereno.

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